Oggi ho finito tardi di lavorare ed arrivo a casa mia
molto stanco. Abito da solo. Prima cena prendo un piccolo pasticcino e accendo
una candela, mi avvicino al telefono e mi siedo nel sofà sorridente...:
...
-
Pronto, mamma! Sono
Marco. Come stai?
-
...bene anche me.
Ma sono un po’ stanco. Ho lavorato tutto il giorno. Ti telefono perché mi
faccia gli auguri: oggi è il mio compleanno...
-
...sì, mamma,
Marco! ...di Milano...
-
...sono io, tuo
figlio di Milano... Sì, mamma, Piero è con te a Bologna...
-
Sì, sì, lo so: ha
due figlie bellissime...
-
... No, io non ne
ho di figli, tu lo sai... no, sono io Maaarco... sì, sì...
-
Mamma; ma dai
ascolto al medico?
-
...sì, le bambine
stanno benissimo... anche Piero. E tu?, stai prendendo le pasticche?
-
Bene, come ti
trovi?
-
Stanca, come me
oggi.
-
...sì, non
lasciare la medicazione... no, non sono il tuo medico, sono Marco...
(Comincio a piangere, ma con un piccolo sorriso)
-
...sì, ... come
tuo figlio, ...sì, adesso lo faccio, ...bene.
-
...sì, non ti
dimenticare le pasticche, ...no, è importante.
-
...a domani. Ciao,
mamma! ...Ti voglio bene.
Riattacco il telefono; guardo triste il pasticcino e penso un desiderio, spengo la candela e piango
amaramente nel mio 30º compleanno.
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